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Giu
28

Stipendi Rai, concorrenza e testimonianze di Luca Della Monica


ORA DI PUNTA


Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha inviato un esposto alla Corte dei conti del Lazio per chiedere l’accertamento di “eventuale responsabilità della Rai in merito a trasparenza, tracciabilità dei costi e limiti massimi degli stipendi”. Con l’occasione l’onorevole Brunetta segnala il dovere dell’azienda di uniformarsi agli impegni presi con l’art. 27 del contratto di servizio “senza nascondersi dietro formalismi giuridici o ingiustificati timori per la concorrenza”. E anzi chiede ai dirigenti Rai segnali di recepimento in merito a passate denunce.
L’iniziativa del professor Brunetta è senz’altro lodevole e ci auguriamo che l’organismo giudiziario ci controllo amministrativo colga l’opportunità per andare a verificare quanti sprechi vi sono nella elargizione, in Rai, di stipendi e compensi a vario titolo, ingiustificati in genere e ingiustificati ancor più oggi nella situazione di crisi che sta attraversando il paese.
Due sole considerazioni, forse, meritano di essere trasmesse a Brunetta. La prima: il richiamo alla Corte dei conti a non farsi condizionare dagli “ingiustificati timori della concorrenza” suona un po’ sospetta, visto che il maggior concorrente della Rai è un signore che risponde al nome del leader unico e padrone assoluto del suo partito (presente e futuro), il quale ha più volte sottratto alla Rai non solo diritti televisivi ma anche giornalisti e showman proprio a colpi di lauti ingaggi. La seconda: precise informazioni su stipendi ed elargizioni varie ad alcuni dirigenti e personaggi di spicco della Rai può chiederle, in via breve, al neo senatore del Pdl Augusto Minzolini, che, dopo una sollecitazione per via giudiziaria, ha restituito alla Rai una discreta cifra che aveva attinto per spese personali alla carta di credito aziendale affidatagli a suo tempo per spese inerenti il suo incarico di direttore del Tg1.

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