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Feb
19

Studiare la storia

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E’ ufficiale: bisogna studiare! Lo so detta così sa un po di poco, ma studiare la storia serve per capire tante cose. In questi giorni di totale orgasmo renziano (perfino un esponente del centrodestra fiorentino è stato folgorato sulla via di Damasco) mi sono riletto le cronache del 1920 al 1922 e seguenti. Se non fosse per il giallo dei giornali, il carattere tipico delle tipografie di allora e l’ottima fattura degli articoli, direi che trattasi di giornali di oggi, di cronaca odierna. “E’ giovane, i suoi metodi sono nuovi, darà sicuramente una scossa a questo paese martoriato dalla guerra” . Ma le pagine di storia sono piene di fatti narrati in quei giorni come il dialogo tra Mussolini e il capostazione a Milano: “…tra la folla che lo applaudiva si fece avanti il capostazione, Mussolini gli strinse la mano e disse: d’ora innanzi voglio che tutto marci alla perfezione. Questo treno deve partire in perfetto orario!”.
Novantanni di bugie scolastiche e di libri falsi e tendenziosi per celare che per venti anni gli italiani amavano letteralmente il Duce proprio per i suoi modi rivoluzionari nel fare lo stato. E la riprova sono i giorni che stiamo vivendo, con il popolo che osanna il nuovo Duce Renzi pronto alla sfida politica baciato dal sole in fronte. Adesso finalmente possiamo capire il perché del Ventennio, il perché del fallimento di Berlusconi e forse l’ascesa di Renzi. Il nostro stato vive un eccesso di democrazia voluta solamente dalla politica ma poco dal popolo che ha sempre dimostrato di gradire le rotture e i leader forti e carismatici. Ma è la politica stessa che ha sempre arginato questi fenomeni con le congiure di palazzo lette proprio in questi giorni sul libro di Alan Fieldman. E sugli stessi morti della politica (da mani pulite ad oggi) ecco emergere l’uomo della rottura (sulla carta), l’uomo della rivoluzione. Poco importa conoscere il suo percorso che lo ha portato fino a qui, bastano i suoi discorsi e qualche battuta. Non avremo più i motti di mussoliniana memoria, ma sicuramente un “molti nemici molto onore” lo sentiremo riecheggiare ancora. Mio nonno mi raccontava sempre del ventennio e non me ne ha mai parlato male, anzi… Lui che se ne andato nel 2000 (lo stesso anno e giorno di Bettino Craxi) aveva vissuto tutti i momenti del secolo scorso e l’unico periodo da dimenticare, secondo lui, era la II Guerra Mondiale.
Con questo, cari difensori della democrazia-a-tutti-i-costi adesso zittitevi e non stupitevi di quanto sta accadendo in Italia. Bastava studiare un po di storia per capire. Io l’ho già fatto 30 anni fa e lo sto facendo adesso, voi invece vi trasformerete in scimmie urlanti al passaggio del nuovo Duce. Io no!

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