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Dic
05

TERREMOTATI E CARCERATI

dallarete01


Ogni volta che l’Abruzzo e in generale qualsiasi area viene colpita da un sisma o da qualsiasi disastro naturale, nella mia mente si stagliano due fotogrammi.
Il primo è quello di disperati che hanno perso tutto. Casa, lavoro e famiglia.
Molti di loro si ammalano, si ammazzano perché non vedono prospettive, perché vengono ABBANDONATI A SE STESSI, perché non ci sono soldi.
E poi ce n’è un’altra di immagine ed è quella di tantissimi carcerati che passano il tempo in carcere a drogarsi, a fare comunella con altri carcerati, comunelle dalle quali spesso nascono nuove organizzazioni mafiose, che vengono impiegati in fantomatici progetti di recupero, tipo laboratori teatrali e cazzate varie.
L’altro giorno hanno intervistato uno che nel 2006 uccise una ragazza in un paesino vicino casa mia, con un colpo di pistola alla nuca. E’ già libero e sogna di aprirsi un albergo, dicendosi “recuperato”.
E poi parlano di femminicidio…
Ma il problema non sta nelle leggi ma nelle istituzioni.
E spesso, poiché lo stato non ha i soldi per mantenere questa gente, cerca ogni scusa per farla uscire, inventandosi vizi di forma, buone condotte e cose di questo genere.
Potrebbe essere utile prendere questo enorme, immenso patrimonio di carcerati e farli andare ad Amatrice, ad Ischia, ovviamente sorvegliati dalla polizia penitenziaria, metterli in mano ad un capomastro e farli lavorare gratis per ricostruire case, negozi.
Questo sarebbe un vero progetto di recupero: la fatica, far sentire questi criminali, spesso in galera perché figli di un retroterra malato, utili in qualcosa.
Quando ho osato proporre la cosa ad un politico del PD mi sono sentito rispondere testualmente “I diritti umani dei carcerati dove li mettiamo?”.
E la mia risposta è stata: “I diritti umani dei terremotati dove li mettiamo?”.
Quella dei diritti umani così appare per quella che effettivamente è: una scusa. Una scusa per non fare le cose di buonsenso che davvero servirebbero.
Questo è un paese che rispetta i delinquenti ma lascia sole le persone perbene.
C’è da stupirsi se poi crescono la tensione e l’antipolitica?

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