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Ott
08

Timidi segni di disgelo di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Il confronto con i sindacati è avvenuto tardi e con modalità troppo ristrette. E’ importante però che ci sia stato, non solo per il rilievo del tema lavoro, ma per il nuovo appuntamento già fissato sulla legge di stabilità. Da questa infatti potranno comprendersi le linee di politica economica del governo e le scelte da compiere per attivare sviluppo e crescita. Che un dialogo tra forze sociali e governo si sia aperto ha un valore non solo per il pur importantissimo tema del lavoro. Segna una riaffermazione del valore del dialogo sociale e politico nel processo di articolazione della vita sociale e delle istituzioni. La democrazia e il processo decisionale non vivono solo dell’attività del governo.
C’è il dovere di ascoltare e comprendere adeguatamente quanto si muove e arricchisce i diversi livelli di articolazione della società e del rapporto tra questa, la politica e le istituzioni. Il ruolo dei lavoratori è del resto riconosciuto dalla Costituzione. Le loro organizzazioni hanno accumulato ritardi e inadeguatezze in un contesto profondamente mutato e alle prese con una crisi senza precedenti. Una ragione in più per non marginalizzarli e sollecitarli invece a rinnovarsi ed assumere nuove responsabilità all’altezza delle nuove sfide. Renzi è parso soddisfatto dopo l’incontro e segna un punto a suo vantaggio. I sindacati sono purtroppo rimasti divisi con la Cigl ferma all’orgoglio di bandiera e di impostazione, legata al mantenimento della manifestazione a piazza San Giovanni. Una manifestazione non unitaria però a conferma della strada che il movimento dei lavoratori deve ancora compiere.
Dopo tante incomprensioni, anche aspre ed eccessive, il governo ottiene un discreto risultato. Ne è seguito un qualche alleggerimento rispetto alla tensione dentro il Pd e reso meno pesante la richiesta della fiducia da parte di Renzi. Il presidente del Consiglio potrà portare all’incontro europeo di Milano un segnale positivo e la conferma che l’Italia intende procedere con determinazione e volontà rinnovatrice.

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