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Dic
12

Tra alibi e iniquità di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


Pare si insista troppo sulla “estrema emergenza finanziaria ed economica”, sui mercati che “ci guardano”, sulla collocazione accelerata dei titoli di Stato e sull’urgenza di ridurre le spese per gli interessi (ed il montante) da pagare, eppure non si muove un dito per favorire l’occupazione e la crescita.
Che ci si trovi dinanzi all’infelice alibi di un governo Monti che – come rileva giustamente la Camusso (Cgil) – insiste, piuttosto, con “tratti incomprensibili di iniquità” (come non può andare in pensione un poverocristo che per quarant’anni ha svolto un lavoro debiltanti?) e privilegiando, ad ogni pie’ sospinto, “i conti di ragioneria” (ma, a pagare il fio, poi, sono sempre i lavoratori ed i pensionati)?

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