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Gen
04

Tragedia biblica dell’immigrazione

A migrant hangs from a boat as they wait to be rescued as they drift in the Mediterranean Sea, some 12 nautical miles north of Libya, on October 4, 2016.
At least 1,800 migrants were rescued off the Libyan coast, the Italian coastguard announced, adding that similar operations were underway around 15 other overloaded vessels. / AFP / ARIS MESSINIS (Photo credit should read ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

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entre ogni giorno dai media e dai network, vediamo masse di disperati che si affidano alla mafia degli scafisti nella speranza di una vita migliore; per chi riesce ad entrare nel nostro paese inizia il calvario dell’immigrato reale o clandestino.
Ormai l’immigrazione ha due grandi direttrici: la rotta balcanica [ per saperne di più ] o traversare il Mediterraneo; il desiderio che li accomuna è ricongiungersi con i propri parenti in Europa, oppure avere l’opportunità di un altro modo di vivere lontano da guerre, dittatori, povertà e fame.
Anche noi italiani, oltre 25 milioni di italiani si diressero verso i cinque continenti lasciando la madre patria fra la metà dell’800 e la metà del ‘900; oggi la nostra emigrazione è dei giovani in cerca di lavoro o per studio, non certo per gli stessi eventi che stanno vivendo milioni di esseri umani.
L’Europa, ma esiste solo un ologramma cartaceo, dovrebbe adottare in tempi brevissimi le giuste soluzioni d’ingresso, non certo risolvere il problema con la costruzione di centinaia di metri di filo spinato o muri; ogni stato deve adoperarsi seriamente al problema contingente.
L’incapacità di risolvere questo problema, sta sfociando in rigurgiti di xenofobia alimentando il veleno sociale del razzismo, la situazione in generale non è delle migliori vista la crisi economica in cui tutti sono coinvolti; ma prendendo spunto dal passato trovare la giusta armonia tra i propri cittadini e gli immigrati.
Dall’antica Roma ad il colonialismo vi sono state soluzioni, oggi nel terzo millennio è degradante vedere l’incapacità dei vari governi europei, non certo ghettizzandoli ma in primis dare la priorità alle famiglie ed il ricongiungimento con i parenti ma accertandoli; chi non ha i requisiti rispedirlo gentilmente al proprio paese.
Non per ultimo vista la piaga del terrorismo, identificazione completa di chi entra senza eccezione alcuna.

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