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Gen
18

« Trasparenza politica, questa sconosciuta »

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i è saltata agli occhi questa dichiarazione, letta su di un giornale “bolscevico” la famosa striscia rossa dell’Unità, che è la desiderata di tanti elettori “onesti” : « È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il diritto di ogni cittadino a conoscere chi andrà in Parlamento. Don Luigi Ciotti »
Invece si assiste allo sconcio di vedere personaggi d’ogni risma e schieramento che hanno ben poco di “trasparente”, una chicca tra tante è quella di Antonio Papania, parlamentare Pd, intervistato da La Zanzara, Radio 24, che ha patteggiato 2 anni per abuso d’ufficio, giusto un inezia che giustifica così : “Certo che mi ricandido, perché il mio è un abuso d’ufficio non patrimoniale. E’ un reato che può capitare a qualsiasi amministratore, non molto grave. Lo posso dire che non è grave, posso dire quello che voglio”. trasparenza Quando poi si legge che la famosa storia dell’ Unipol, il processo sospeso e sentenza su Berlusconi rinviata a dopo il voto, ormai la serietà o meglio l’etica istituzionale è finita e siamo alla Repubblica delle banane.
Unica mosca bianca, o meglio una persona salita (Monti dixit) in politica ma coerente a certi valori istituzionali, è stato Oscar Giannino che all’apprendere di un “impresentabile” attraverso un quotidiano ; ha preso una bella gomma e ne ha cancellato la candidatura, ce ne saranno altri che avranno il suo coraggio ? ah saperlo.
Intanto vediamo la gioiosa brigata patonziana tutta appecoronata a pelle d’orso, che smanetta la rete, giornali e televisioni, ma quell’inezia del conflitto d’interessi ?


Ne ha fatta di strada da quando faceva l’intrattenitore sulle navi da crociera.

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