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Gen
29

Tromboni e trombe d’aria di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


L’infelice, molto infelice battuta di Berlusconi sulle cose buone del Duce e la tempesta intorno al Monte dei Paschi come trombe d’aria si sono abbattute sulla campagna elettorale in modo furioso, rappresentando inevitabilmente – nonostante la loro profonda diversità – quali temi di grande rilievo per il futuro di tutta la società italiana ed un suo nuovo governo all’altezza delle grandi sfide di questo difficile momento. Il giudizio storico sul fascismo e la grande questione del funzionamento del sistema bancario e dei suoi addentellati con il mondo politico ed il retroterra che rimanda al rischio di inquinamento permanente nel malsano rapporto politica-affari, rappresentano infatti pur nella loro diversità, due questioni cruciali per il futuro comune.
Berlusconi con la sua sconcertante sparata sui meriti di Mussolini proprio nella giornata dedicata alla memoria dell’immane tragedia dello sterminio degli ebrei può forse aver pensato di poter raccattare i voti di nostalgici estremisti e di fanatici tipo casa Pound. Quello di più serio e preoccupante è tuttavia altro: il rischio di grave appannamento di una prospettiva ideale che è a fondamento della nostra democrazia e che deve restare stella polare per il futuro non solo delle istituzioni, ma della vita delle presenti e future generazioni. Fortunatamente c’è stata una generale reazione di disapprovazione e di sdegno tanto che lo stesso Berlusconi ha dovuto rettificare qualche ora dopo l’improvvido proclama milanese. Tuttavia resta l’impressione che settori della destra, a cominciare da Berlusconi e Storace, non rinuncino a inseguire – in modo più o meno ambiguo – i voti di una fascia di elettorale, certo marginale, ma sempre spia inquietante di un malessere diffuso presente specie tra i giovani. Sono purtroppo fenomeni esistenti anche in altri paesi d’Europa che andrebbero contrastati con maggiore consapevolezza e vigore. Non solo da parte delle istituzioni, ma attraverso una permanente comune azione formativa e di riflessione storica, culturale e politica , a cominciare dalla scuola e anche col contributo di tutte le forze culturali e politiche e civili avvertite dei rischi che può sempre correre la democrazia.
Del tutto diversa ovviamente la vicenda del Monte dei Paschi che porta finalmente allo scoperto comportamenti corruttivi messi in opera con disinvolte complicità, con tracotanza e spregio di possibili controlli, nell’illusione di poter tramare in zone di sicura immunità ed indiscutibile privilegio.
Inevitabilmente le due questioni terranno ancora banco a lungo e ciò potrebbe essere positivo ai fini di una generale riflessione critica e una migliore qualità della stessa campagna elettorale. A condizione però di compiere ogni sforzo di evitare facili strumentalizzazioni e facili enfatizzazioni propagandistiche contrapposte. Solo su questa base esigente e con un severo comportamento reciproco potrà derivarne un risultato positivo, un comune contributo a superare la stanchezza e il disincanto diffusi, o peggio la nausea e il rifiuto dei tanti cittadini-elettori disamorati e sconcertati.

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