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Nov
06

« Troppo bello perché si avveri »

I


l ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, nel periglioso cammino sul testo del decreto delegato sull’incandidabilità dei condannati in vista delle elezioni politiche del 2013, ma dovrebbe essere anche per le prossime regionali, onde evitare altri virtuosismi di spesa per ostriche e vacanze.
Però che le “faine della casta”, lo lascino passare sarà ben dura, cercheranno in tutti i modi di edulcorarlo e renderlo meno restrittivo, altrimenti per molti di loro significa trovarsi un lavoro ; difatti al momento in Parlamento siedono 21 condannati definitivi e 125 indagati o condannati in primo e secondo grado)..
Che i partiti politici possano sempre fare un’attività di self-cleaning (fare pulizia dalla monnezza) delle proprie liste, sarebbe auspicabile, come pure metterci la faccia sui listini bloccati buoni solo per piazzarci i loro peones o i trombati.
Che abbiamo quel moto d’orgoglio, auspicato dal Colle, di avere una riscossa morale della politica, di far propria quella famosa “questione morale” ; di ridare credibilità alle istituzioni che loro rappresentano.
Adesso, nell’ultimo decreto anticorruzione, si legge che vietano la candidatura a chi ha condanne definitive superiori ai due anni per reati di grave allarme sociale e contro la pubblica amministrazione ; mi sembra che le maglie siano decisamente ampie, nelle quali non pochi possono sfuggire allegramente.
In altri paesi, decisamente più democratici, basta molto poco per smettere di fare il mestiere di politico, basta una manciata d’euro o solo il velato sospetto di qualche affare losco ; ma da noi essendo una casta ben infarcita di legulei, (se ne contano circa 134) la cosa è solo utopica.
Però, vista che la cosa è scottante e va fatta di corsa, aspettiamone tranquillamente l’epilogo, ma da non farsi troppe illusioni sulle “faine”.

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