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Nov
10

Tutti a chiacchierare e l’Italia va a ramengo


Ormai il governo di può ben dire che governicchia galleggiando tra dissensi popolari e mal di pancia tra i vari componenti, e per soprammercato quelli d’oltre Tevere, ogni tanto ci mettono bocca pure loro, mentre avrebbero di ben guardare i panni sporchi in famiglia, e non quelli degli altri.
Questa povera Italia, martoriata dalla pioggia, inondazioni, frane e quant’altro, si ritrova con la visita compiacente del monarca d’Arcore con il suo fido alleato, elargendo promesse e dazioni in una regione messa non in ginocchio ma letteralmente a terra, ma non sono i soli purtroppo.
Ho ancora vivido il ricordo del terremoto del Friuli del 1976, interi paesi squassati e rasi al suolo, ma i friulani si rimboccarono le maniche e risorsero, ma quella era un Italia ben diversa d’oggi, alle chiacchiere seguivano i fatti che nel bene o nel male davano un risultato.
Oggi invece, quelli dell’Aquila ancora stanno aspettando fondi, case e strutture ; dopo la sceneggiata ancora siamo al caro amico ; degli altri paesi travolti dalle frane si stanno ancora spalando il proprio fango, e loro stanno facendo ancora passerelle con il ciglio umido e la vocina consolatrice.
E’ naturale che poi ci siano contestazioni, senza raccontare balle che sono tutti filo bolscevichi ed adesso anche squadracce nere addirittura professionisti del fischio ; anche se opportunamente mascherate da qualche giornale e da Raiuno non erano quattro gatti ma bensì gente operosa, giovani che vogliono avere un futuro, famiglie che con dignità cercano di arrivare a fine mese.
Caro presidente Napolitano Lei dice : «I disastri ambientali sono causati da regole non rispettate» , mi perdoni ma è una scoperta dell’acqua calda, sono decenni che in Italia non si rispettano le regole, ogni regione ha i suoi disastri per l’incuria ma ancor peggio dell’impunibilità dei colpevoli.
Non passa mese che abbiamo dissesti e perdita di vite umane, situazioni di degrado incancrenite, cercando di nascondersi dietro il dito per la mancanza di fondi o delle varie amministrazioni succedutesi ; ci sarà veramente da chiedersi che Italia lasceremo ai nostri figli.
Sembra un governo di commari, tutti a chiacchierare del condominio parlamentare, gli affari di tizio con quelli di caio, tenendosi stretto il loro orticello di potere, ben sapendo che “sino che la barca va lasciala andare”, il poi non è per il momento contemplato.
A quanto pare, mai come adesso, c’azzecca dire “piove governo ladro”, e questa nostra povera Italietta va a ramengo al suono del bunga bunga, come era scritto su di un cartello di contestazione : “Non ti crediamo più, tu Ruby & Noemi, noi alluvioni e problemi”; chissà con chi ce l’avevano quei padovani.

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2 commenti

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    gildo scrive:

    Dire che siamo allo sfacelo è poco, mai come adesso un governicchio di nullità.

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    Alberico da Modena scrive:

    Altro che al nostro patrimonio, quello pensa festini e bagordi, tenersi la poltrona ed evitare i processi

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