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Mag
14

… tutti per uno … di Francesco Briganti

dallarete01


Nella vita di un uomo poche volte succedono cose straordinarie ad aver del miracoloso e del disperante: l’innamoramento, quello vero, quello unico, quello che non si ripeterà mai più allo stesso modo e con la stessa intensità nella vita; la nascita di un figlio, la perdita di un genitore, un colpo di culo ad una lotteria, la guarigione da una malattia per la quale ti avevano dato per spacciato, una scoperta perniciosa a rendere quasi impossibile a viversi già l’immediato domani.
E chissà quanti altri esempi ciascuno a leggere potrebbe portare di diversi e con diverse motivazioni per ognuno.
In questo paese, soprattutto negli ultimi 5 anni, sono accaduti sempre più di frequente, quasi in un crescendo rossiniano, suicidi e morti sul lavoro ad essere come cronaca, così presenti sui media, che il loro ripetersi quasi non fa più notizia, o almeno ai quali non si presta la dovuta attenzione, la dovuta valenza ed a volte nemmeno il dovuto rispetto.
Morti sul lavoro, nel 2018 già 151 vittime. In tutto l’anno scorso erano state 632. (01/04/2018; il fatto; ndr)
UN COMMERCIANTE, UN INGEGNERE, UN TIPOGRAFO, UN ARTIGIANO, UN AVVOCATO, UNA INSEGNANTE, UN AGRICOLTORE, UN COMMERCIALISTA ED ALTRE 60 PERSONE SI SONO UCCISE NEL MESE DI APRILE 2018: 68 italiani, per cause economiche a togliersi la VITA (iononmiuccido;web;ndr) perché traditi da questopaese, da questostato, daquestipolitici e dai loro governi, da tutti quelli che fanno finta di non sapere, di non vedere, di non capire.
E, la crasi sta, per tutti, a significare una condizione che più “ squallida e merdosa “non potrebbe essere. Potrei ingiuriare con maggiore efficacia, io non sono un signore, ma sinceramente non credo più valga la pena scendere sino a quel livello.
Ora succede che un giorno, mentre stai guidando per lavoro, mentre il tuo cervello segue le traiettorie disegnate da un diniego, mentre ti chiedi che ne farai del tuo domani, all’improvviso il retro di un camion che ti precede assume un fascino ipnotico; di vita propria il tuo piede preme sull’acceleratore e Diosolosa il motivo per cui, all’ultimo istante, scatti a sinistra e sorpassi, ringraziando, quasi inconsciamente quello stesso odio, perché in senso inverso non viene nessuno.
E questa, già di per sé, è una cosa straordinaria!.
Fai qualche centinaio di metri, trovi uno spiazzo libero, ti fermi: le mani nei capelli; gli occhi che ti bruciano, il respiro affannato, lacrime a scenderti lungo le guance a segnare cicatrici più profonde di quanto chiunque possa immaginare. Ed in quel preciso istante tu capisci che prima o poi quella sarà la tua fine!.
E questa è la seconda cosa straordinaria!.
Torni a casa; è sera tardi, vai a letto ben sapendo che il tuo dormire già corto di suo, avrà poca soddisfazione questa notte; ti giri, ti rigiri ed alla fine ci rinunci; ti alzi e vai al pc per cercare quante più notizie ti è possibile sull’Enasarco, quel maledetto ente che si è preso i tuoi soldi, che ha ragione nel dirti che non ti darà la pensione, che alla tua richiesta di restituzione almeno di ciò che hai versato, sia pure in bello sterile stile, in buona sostanza, però, ti ha risposto: “ … sai che c’è briganti?, vai a farti fottere! “.
Ed allora, viste anche tutte le voci che attorno a quell’entemaledetto girano, capisci la cosa giusta da fare: “ …giuro, su quanto ho di più caro, questa A TUTTI VOI IN CRASI non ve la lascio passare; QUESTA VE LA FACCIO PAGARE!”.
E questa è la terza cosa straordinaria!.
Il resto lo sapete perché Voi tutti a leggermi, Voi tutti a supportarmi; Voi tutti Avvocati, Voi tutti Giornalisti ed Operatori dei Media ad essere disponibili a questa battaglia di civiltà e mai più solo economica o soggettiva e personale, siete ESATTAMENTE
la quarta cosa straordinaria che a me ed a tutti i miei colleghi ad essere nella stessa situazione, sta accadendo!.
Oggi io sono al 9° giorno di assoluto digiuno; non ho più vent’anni per quanto il mio cervello cerchi di illudermi e, benché provato, posso onestamente dire, che non ho, ancora per il momento, conseguenze troppo destabilizzanti.
Ho ricevuto inviti da più parti e sempre più pressanti a non farlo prima ed a smettere dopo aver iniziato uno sciopero della fame sine die: ho ignorato quelli di mia moglie, dei miei figli; quelli di persone a me care e carissime; ho ignorato le centinaia di esortazioni giuntemi dalla solidarietà fraterna che questo paese, il nostro paese, sa mettere in campo quando crede in qualcosa e avrei continuato ad ignorare, nonostante tutto; questa era la mia decisione: PER VINCERE SAREI ANCHE STATO DISPOSTO A PERDERE!.
Conoscevo le iniziative di Fabio, di mio fratello, e dei tanti che hanno condiviso e diffuso le primigenie iniziative, ma poi stamattina arriva questa lettera di un Comitato che francamente non sapevo neppure esistesse e di cui avevo solo letto in un altro passaggio di qualche giorno fa, a rievocare una presenza, quella di mia madre, che non ho mai sentito più vicina, da quando se ne è andata, come in questi giorni.
L’invito che mi viene rivolto è potente.
Non nascondo che mi sono commosso e ho sentito su di me la brezza della carezza materna, il buffetto ed il rimprovero.
Non nascondo che le argomentazioni portate ad avallare la richiesta sono valide, degne di nota, inaspettate e inducenti alla riflessione.
Razionalmente una visione concreta della problematica e delle sue soluzioni.
Le ragioni sottese ai vari punti porterebbero con chiarezza alla soluzione da voi tutti auspicata della sospensione dello sciopero
Al momento, tuttavia, il rispetto che devo a me stesso, alla causa a cui mi sono votato, alle lacrime della mia famiglia e di tutti coloro che le hanno per me versate e, soprattutto, il fatto che siamo in questopaese, mi impongono di fare una riflessione minuziosa ed attenta prima di prendere in considerazione una sospensione o una rimodulazione dello sciopero: almeno fino a che non intervengano fatti, episodi , eventi atti a confermare che la situazione ha trovato una strada, un cammino che non necessitino di una presa di posizione talmente cruenta quale al momento è.
Ci penserò. E ci penserò dettagliatamente e minuziosamente. Senza ipocrisia o retorica alcuna e ne rendo promessa su ciò che ho di più sacro. E ci penserò anche perché in tutta questa vicenda …
l ‘affetto dimostratomi è la quinta Cosa Straordinaria!.

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