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Gen
18

UN ALTRO CONTRATTO?! di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Ormai non c’è dibattito politico in tv in cui gli esponenti del Pdl non accusino i loro avversari di rispolverare l’antico e sorpassato anti-berlusconismo. Tempo fa, forse, l’anti-berlusconismo poteva anche essere figlio di un pregiudizio. E, a volte, lo è stato. Ma ora no. Ora che il signore di Arcore è ridisceso baldanzosamente in campo, è solo una naturale difesa contro una malattia che ha devastato l’organismo Italia, contro un incubo che ritenevamo sconfitto e che invece torna a inquietare le nostre serate di telespettatori.
Ma lorsignori che cosa pretendono? Che gli italiani diano un colpo di spugna alla storia patria degli ultimi anni? Che dimentichino di colpo quasi un ventennio di promesse mai mantenute, di leggi ad personam, di favori e privilegi concessi agli amici e agli amici degli amici, di olgettine, bunga-bunga e quant’altro? Che facciano sparire dalla loro memoria i disastri finanziari provocati, gli sberleffi e i risolini dei partners europei più allibiti che divertiti di fronte alle performance nazionali e internazionali del Cavaliere? Che si lascino infinocchiare da un nuovo “contratto con gli italiani” quando già il primo s’è rivelato carta straccia? Che credano ancora all’alleanza con la Lega che una volta sventolava il cappio in Parlamento e oggi si piega, per pure ragioni di bottega, ad appoggiare una lista elettorale Pdl che pullula di inquisiti?
Perché tutto questo è stato il berlusconismo. E tutto questo ci viene riproposto oggi, paro paro, dal Cavaliere e dai suoi scudieri. Errare è umano – dicevano Cicerone e dopo di lui Sant’Agostino – ma perseverare è diabolico. Solo che il Cavaliere di Cicerone e Sant’Agostino se ne frega. Perché lui si è sentito, si sente e sempre si sentirà l’Unto dal Signore.

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