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Lug
13

Un Cavaliere da serie B? di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Bobo Maroni, quando gli hanno annunciato che Berlusconi tornerà in campo, ha commentato ironico: “Dove? A San Siro?”. Aveva ragione: la prima mossa del redivivo Cavaliere è stata proprio compiuta (figurativamente parlando) nello stadio del suo Milan, con l’annuncio di aver ceduto ai francesi del Paris Saint Germain – squadra di proprietà dell’emiro del Quatar – due dei suoi più preziosi gioielli di famiglia: Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, ovvero uno degli attaccanti e uno dei difensori centrali più forti del mondo. Quelli, come si usa dire, che fanno la differenza. Questione di soldi: l’operazione vale all’incirca 150 milioni di euro, una indispensabile boccata d’ossigeno per rimettere a posto un disastrato bilancio.
Perché stavolta, lui, il Cavaliere, non vuole (o non può) pagare più le follie del passato. Non può permettersi, di questi tempi, di indossare i panni di Pantalone, pronto ad allargare i cordoni della borsa. Per molti tifosi rossoneri è un vero colpo: percepiscono evidente il rischio di veder passare il loro glorioso club dalle stelle alle stalle. Sulla rete si affollano messaggi di questo tipo: ”Il numero 10 a Ibrahimovic e la fascia a Thiago Silva, le promesse si sono rivelate menzogne”. Oppure: “Rifare l’abbonamento? Per vedere chi? Una difesa da serie B?”.
Ora, quest’uomo che per quasi un ventennio ci ha raccontato menzogne (un milione di posti di lavoro, meno tasse per tutti) e che ha trascinato il nostro paese nella serie B europea, si ricandida alla guida del prossimo governo. Non c’è bisogno d’essere tifosi rossoneri per capire che è una nuova pericolosissima bufala.

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