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Lug
11

Un cittadino come gli altri di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


La decisione (inevitabile e doverosa, come ben spiegato in una nota dalla stessa Corte di Cassazione) di fissare la riunione per la sentenza sul caso Mediaset – che potrebbe significare per il Cavaliere un improbabile carcere ma una probabile uscita dalla vita istituzionale – al 30 luglio, data ultimativa per evitare una possibile prescrizione, ha scatenato la rivolta di falchi (Gasparri), falchetti (Brunetta) e pitonesse (Santanché) del Pdl, che adesso chiamano il Popolo delle Libertà alle armi, per impedire – sostengono – che venga “eliminato” per via giudiziaria un leader “liberamente eletto dal popolo italiano, con nove milioni di voti”.
Anche Hitler e Mussolini arrivarono al potere con il consenso popolare. E poi la storia ci ha tragicamente raccontato come è andata a finire. Anche Richard Nixon venne liberamente eletto dal popolo americano e poi fu costretto a dimettersi quando, grazie a giudici e giornalisti tenaci e coraggiosi, il paese scoprì le porcherie che il suo presidente, che avevano legittimamente eletto, aveva commesso nello scandalo Watergate. Anche – per tornare a casa nostra e nel nostro piccolo – Vito Ciancimino divenne e restò a lungo sindaco di Palermo con il voto degli elettori, salvo poi essere condannato in via definitiva dalla magistratura per concorso in associazione mafiosa, come amico di quegli amici che poi avrebbero fatto saltare in aria con il tritolo i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i loro uomini di scorta.
Berlusconi come Hitler, Mussolini, Nixon o Ciancimino? Per carità, è un paragone improponibile. Ma Berlusconi come normale cittadino italiano, sottoposto agli stessi diritti, agli stessi doveri e alle stesse conseguenze penali, in caso di reato passato in giudicato, questo sì è un paragone proponibile. Anzi, doveroso in ogni democrazia degna di questo nome

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