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Feb
08

Un italiano, una volpe e l’uva


Prendo spunto da una serie di commenti apparsi su facebook in merito alla vicenda di Vittorio Sgarbi che si dimette da Sindaco di Salemi. Ho conosciuto Vittorio qualche anno fa a Firenze, dopo una serie di “carteggi” quando era protagonista di Sgarbi Quotidiani, e fino ad allora l’ho sempre giudicato per quello “che si vedeva” in tv, una persona culturalmente avanzata ma a volte un pò troppo sopra le righe, con degli atteggiamenti apparentemente aggressivi. In realtà, quello che le persone (una parte di esse) non ha mai capito di Sgarbi, è che lui veniva pagato per fare quel lavoro, come lo è ad esempio un vigile urbano che in divisa può sembrare altezzoso, ma da cittadino una persona estremamente gradevole. Vittorio Sgarbi è così. Un contenitore storico più che critico d’arte, capace di apprezzare le bellezze dei luoghi storici, qual’è la nostra Italia, che trasuda di opere che andrebbero conservate, restaurate e messe in mostra. Vittorio Sgarbi è l’unica voce potente che si è battuta per la conservazione della nostra città, così com’è, ad iniziare dal progetto della palazzina Isozaki sotto gli Uffizi, o per la battaglia della costruzione di un posteggio davanti alla Fortezza da Basso patrimonio dell’umanità. Cose che ai miei cari concittadini fiorentini sono già passate di mente, i quali non vedono le brutture prodotte dalla Quadra Progetti (abbondantemente inquisita) in città. Loro giudicano Sgarbi “spregevole, prepotente e arrogante” ma non giudicano un palazzo che rimarrà li per diversi anni a imbruttire un luogo che ha avuto tra i suoi architetti Messer Filippo Brunelleschi. Questo è per fare un esempio su come una parte degli italiani ragiona in merito alle figure politiche… Già, le figure politiche… Oggi abbiamo un governo tecnico che dice e fa quello che vuole, in barba a tutto e a tutti… Non solo… Ci fa anche la morale sul posto fisso, quando figli, cugini e amici dei nuovi ministri occupano posti fissi da anni. Parte del popolo è così… Tecnici e politici odierni non avranno il mio voto alle prossime elezioni, sono tutti una massa di amebe che non avranno mai un posto nella storia, e con loro ci metto il loro elettorato pronto ad essere imbonito con le belle parole e sorrisi. Lo stesso elettorato che nel 1938 inneggiava al Duce e 7 anni dopo lo impiccava per i piedi. Questi sono gli italiani oggi. Vittorio Sgarbi signori miei, con le dovute “sicurezze”, me lo giocherei con diverse persone ma non alla guida del paese o di una città, ma sulla valorizzazione di Firenze e delle tante città e cittadine che conservano quello che siamo stati e che non saremo più. Se poi lui è un pò colorito nel fare certe affermazioni o irascibile se qualcuno gli si mette di traverso, non è forse lo specchio dell’italiano che si incazza fisso alla guida o vuole avere sempre ragione? Non è forse lo specchio dell’italiano che vorrebbe fare la vita del signore, avere l’harem, le belle macchine e che sogna di vincere al superenalotto per vivere la vita di chi già la vive? Se l’italiano è così allora anche io mi ritengo “spregevole, prepotente e arrogante” perchè almeno saprò distinguermi da una massa di “falsi buonisti, pecoroni e sopratutto invidiosi!”.

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