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Feb
17

Una classe politica dove è esaltato l’interesse personale e non quello del paese.

A


vevo preso una pausa dallo scrivere, ma vedendo quello che sta accadendo non ci si può esimere di esporre il proprio pensiero e dissenso, dalla nascita di un aborto politico d’interesse del governo “gialloverde”, una ammucchiata di grillini e leghisti i cui unico interesse era permanere quanto più possibile sullo “scranno”.
Poi, fidandosi dei sondaggi “un tanto al chilo”, il tonitruante verderamarro credeva bene di creare una crisi di governo per poi votarlo in acclamazione popolare e conferirgli pieni poteri duceschi.
Invece ha prevalso la natura classica della politica: “anche col diavolo”, e permanere nel potere, tant’è quello che all’epoca fu ostracizzato al Bersani, nacque un secondo “accrocchio” tra PD e Movimento cinque stelle;
il governo giallorosso sempre capeggiato dall’avvocato del popolo “Giuseppi”.
Ma le sorprese non erano finite, questa nuova alleanza era spinta ed appoggiata dal “cittino da Firenze”, il famoso stai sereno, che con perfetto tempismo al momento della nascita si staccava per creare il suo cespuglietto di deputati e senatori onde ambire a scranni e nomine.
Un governo con quattro rappresentanze : Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali, è il sessantaseiesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della XVIII legislatura, in carica dal 5 settembre 2019.
L’anomalia è quella che il nuovo partito di Italia Viva è più dedito all’opposizione che essere di concerto col governo, la iegolatraia e la malattia cronica di presentismo del suo leader la fanno da padrone; con il suo scarso 3-4 % vuol dettare temi ed agenda de governo.
Ma quel che c’è di peggio, si viaggia per partito preso sui temi preposti per mettere la bandierina del primo della classe, dimenticando i gravi problemi di economia, lavoro ed occupazionali; si governa mettendo delle “pezzette” qua e la cercando di accontentare un po’ tutti.
Nella storia repubblicana, non si era mai visto uno sfacelo istituzionale come questi due ultimi governi, improvvisazione ed ignoranza viaggiano a braccetto, ben pochi si salvano, ci vorrebbe un profondo ricambio tanto nei deputati che senatori; un bisogno d’aria nuova.
Un ritornare alle piazze, a rivivere una politica partecipativa, non manipolata da terzi senza controlli, ridurre il partito del non voto a decimali non al 30/40 % degli elettori; sarà ben difficile al momento bisogna dar atto che solo “le sardine” nel loro modo di fare stanno portando gli italiani a qualcosa di diverso del solito politichese d’accatto.
Oggi impera l’incutere le paure, dividere in Capuleti e Montecchi, ancor peggio soffiare sul fuoco del razzismo; spacciare per patriottismo il becerume delle diversità.
Cambierà qualcosa chissà!

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