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Gen
09

Uno che ha capito tutto

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Quando nel lontano 2008 decisi di “interessarmi di politica” sapevo che non sarebbe stato facile. La Politica mi dicevo, questo mondo fatto di strani individui fluttuanti nelle stanze di un palazzo, sempre con la frase giusta al momento giusto, ma sopratutto con la faccia che si plasma a seconda del momento o della domanda. Poi iniziai a confrontarmi e a sentire gli altri candidati, uno su tutti Matteo Renzi da Pontassieve che già sapevo futuro sindaco. L’ovvietà, la banalità e il populismo più totale dei suoi discorsi mi aveva già fatto presagire altri 5 anni di immobilismo per Firenze. Ma vivendo in un “regime” democratico avrei comunque accettato la volontà popolare. Sono passati 5 anni e a Firenze non solo non è cambiato nulla, ma dopo aver utilizzato la città come spot pubblicitario, il giovane sindaco dopo aver preso tutti i treni possibili, compreso quello di Santo Padre, ha deciso di rimanere in città (rimanere è una parola grossa visti i suoi tanti giorni di assenza) e di fare pure il segretario del PD. Poco male ho sempre (erroneamente) pensato, i fiorentini daranno ad altri la possibilità di lavorare a Firenze, magari peggio (vedi Marino e Pisapia) oppure meglio, chissà… E si badi che non sto dicendo un candidato del partito che dorme, il centro destra, ma chiunque si presenti per la corsa a Palazzo Vecchio. Ma con mio stupore sento ogni giorno tra la gente comune, al bar, al supermercato, per strada, la glorificazione di San Matteo “perchè lui fa parlare di Firenze nel mondo”… Addirittura in giro per l’italia si dice che sia stato lui a costruire le tramvia, lui il nuovo tribunale, quando in realtà si è solo trovato in mano le forbici per il taglio del nastro. Ma la gente vuole questo, vuole la promessa che poi non verrà mai mantenuta, vuole i paroloni, vuole il vuoto che è poi lo stesso che regna nella testa del 50% degli elettori. E tutt’ad un tratto mi sono accorto che non sarò mai un politico. Troppo legato al mantenimento di una promessa, troppa la delusione se non riesco a portare avanti un progetto, troppa vergogna nella mia immagine riflessa allo specchio. 5 anni per fare a Firenze sono tanti, quando fare significa anche “fare dei sacrifici” come cose banali ma utili alla collettività. La pedonalizzazione di Piazza Duomo ha portato solo soldi all’immagine di chi l’ha fatta, ma nelle tasche dei cittadini non è cambiato nulla. Ci vogliono scelte coraggiose e ci vuole chiarezza nei confronti del popolo… Ma se è lo stesso popolo a volere il nulla allora è giusto che Renzi sia il sindaco di questa città e nessun altro.

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