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Gen
30

URGE IL PATTO DI GOVERNO di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Il percorso dell’«Italicum» non poteva e non può continuare ad essere senza travaglio data l’importanza e la delicatezza della materia: bisogna vedere, dunque, fino a che punto potrà reggere l’ultimo testo concordato da Renzi e Berlusconi con l’innalzamento dal 35 a 37 per cento della soglia per ottenere il premio di maggioranza (che cala dal18 al 15%) e con la riduzione dal 5 al 4,5% del tetto di voti necessari perché entri in parlamento un partito che faccia parte di una coalizione. In cambio è tornata in ballo la clausola “salva Lega” che garantisce rappresentanza parlamentare al partito che raggiunga il 9% in almeno tre regioni (pur restando al di sotto dell’8% su scala nazionale). Respinta però da Berlusconi ogni ipotesi di preferenze, mentre sono state ammesse le pluricandidature – limitate nel numero – per i leader a beneficio soprattutto del Nuovo centrdestra di Alfano.
L’accordo però è limitato ai soli Berlusconi e Renzi, mentre restano le riserve di tutti gli altri gruppi parlamentari e dissensi espliciti sono stati espressi dalla minoranza del Pd. Da Bruxelles il presidente Letta plaude al fatto che ci sia un accordo, perché può agevolare il varo della riforma del Senato e del titolo V della Costituzione e dichiara con una certa enfasi che ora sarà più agevole proseguire con il patto di governo, con in cima gli impegni urgenti per l’occupazione e la crescita.
Il quadro tuttavia è tutt’altro che sereno e la difficoltà delle nostre istituzioni nel rapporto con la pubblica opinione resta segnato da quel dato impressionante di disaffezione dell’elettorato che tra astenuti e schede bianche supera abbondantemente il 40%. Terreno prezioso per i populismi e gli sfasciatutto che il movimento di Grillo spera di potere utilizzare per la sua azione devastatrice della politica e delle istituzioni. Ne è prova l’attacco sconsiderato al capo dello Stato e l’assalto dei grillini nell’aula di Montecitorio contro i banchi del governo e della presidente della Camera. Sono episodi gravi e preoccupanti che non andrebbero sottovalutati e di cui tutte le forze politiche e lo stesso sistema dell’informazione dovrebbero responsabilmente farsi carico senza farsi prendere dalla devastante ansia dell’audience.

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