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Dic
05

Vecchio


…diranno che sei vecchio… Così cantava Renato Zero qualche anno fa… Ma chi è realmente vecchio? Recentemente ho concluso una discussione con un amico con la frase: “sono giovani…devono imparare”. In effetti l’apprendistato del giovane è una cattura continua di informazioni che servono nel bagaglio della crescita di ognuno di noi. Ma allora i vecchi sono perfetti? Non è una questione della vecchiaia legata al tempo, ma è una questione che la saggezza spesso viene portata con l’esperienza, e l’esperienza si sa, è conseguenza della vita vissuta. Ai ragazzi d’oggi manca quella che io chiamo umiltà, l’arte dell’ascolto, perchè tante sono le informazioni in loro possesso che basta digitare una parola su Google per trovarne la soluzione. Purtroppo Google non ti insegna alla valutazione di tante variabili perchè nulla è come un addizione. I risultati della vita sono frutto di variabili e non di costanti e questo la dice lunga sulla capacità di ognuno di noi di imparare dagli errori. Il fatto che io sia qui a parlare di questo argomento fa di me un vecchio? Non credo. Mi sono sempre ritenuto saggio e poco incline all’istinto e questo mi ha permesso, forse, di sopravvivere anche alle avversità della vita, che non necessariamente prevedono prove di sopravvivenza, ma prevedono un confrontarsi con gli altri in ogni campo della giornata. Eppure sono il primo a fare cose da “ragazzo” ma questo non vuole dire perdere la saggezza. Però di fronte a riunioni con persone di diverse età mi trovo sempre più spesso a lasciare parlare, a far venire fuori quell’animosità giovanile la quale non considera che la fuori c’è altro oltre al proprio pensiero, e che se oggi prevedo verde non è detto che poi debba trovare blu. A mio figlio di 9 anni dico spesso di non farsi sopraffare dal suo istinto di rispondere e di sfidare, perchè nel mondo verrai valutato per quello che farai, non per quello che dirai (politica a parte!!). A volte è con atteggiamenti più miti che si diventa veri guerrieri ma mai l’incontrario. Tornare indietro sui propri passi non è così facile come sembra perchè ciò implica di avere sbagliato. Eppure sempre più c’è la supponenza di saper fare tutto ma mai l’umiltà di fermarsi a ascoltare. Non è vecchiaia ne totale rincoglionimento, ma è solo la capacità di analizzare il mondo che ti circonda cercando di percorrere giuste strade. Tempo fa parlando con un pilota gli chiesi se avesse paura quando guida una moto da corsa. “La paura è quella sensazione che non ti fa mai perdere di vista cosa stai facendo perchè è la paura a farti andare forte e non viceversa”. Mai frase fu più giusta.Il tentativo può andarti bene una, due volte ma poi finiscono i jolly e ti trovi a dover percorrere irti sentieri. Ancora una volta mi rileggo e non so se mai mi sarei immaginato di ritrovarmi così quando ero “giovane” o forse ero già così anche allora e non lo sapevo? Fatto sta che rimango sempre con lo sguardo nel vuoto quando penso a questa cosa ma non mi sento affatto vecchio. Ringrazio la vita per avermi dato la possibilità di riflettere sulle scelte che mi si sono presentate di volta in volta, e mi auguro che i miei figli possano capire quanto sia importante la riflessione prima di dire o fare qualcosa. Ma questo si sa, fa parte del bagaglio che si forma vivendo e sperimentando…

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