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Gen
14

VERSO LA DEMOCRAZIA DELL’IGNORANZA di Ferruccio Palmucci

dallarete01


Tutto iniziò una ventina d’anni fa, quando un comico e un imprenditore esperto di strategie digitali, dopo una maldestra lettura del “Contratto Sociale” e di altri scritti sulla supposta felicità dell’uomo primitivo di J.J. Rousseau, decidono di fondare un movimento per l’attuazione della democrazia diretta. Il momento è propizio, l’Italia è il paese della “casta”, un insieme di uomini politici corrotti, pieni di privilegi, dimentichi della povera gente che muore di fame. C’è bisogno di una “rivoluzione”: Affossare la democrazia rappresentativa fondata su un Parlamento obsoleto e mettere il potere direttamente nelle mani del popolo. Non importa sapere che ciò è già avvenuto nel V secolo a.C. nell’Atene di Pericle, in cui votarono circa 3000 persone, e che questo non potrebbe avvenire oggi dove di persone ce ne sono 60 milioni. Il principio non si cambia. E poi c’è anche il WEB, un mondo che apre spazi immensi di partecipazione e di voti. Oggi il movimento ha conquistato il governo, purtroppo non per opera dello Spirito Santo, che sarebbe stato più illuminato non consentendo il miracolo, ma per la “Volontà Popolare” inventata da un filosofo utopista più di due secoli fa. Preso alla lettera, questo concetto della “Volontà Popolare” non ha mai trovato una spiegazione ontologicamente valida, ma ha sempre aleggiato nel campo delle democrazie come un fantasma, e nelle dittature (ad esse più congeniale) come pretesto per tiranneggiare il popolo che avrebbe dovuto esserne l’espressione. Guarda caso, oggi questo fantasma ce lo ritroviamo presente in quel movimento che, dopo aver creato la cosiddetta “Piattaforma Rousseau”, una pista da cui lanciare aerei supersonici taroccati, è ormai deciso ad attuare la democrazia diretta; una sorta di rozza materializzazione popolaresca di quell’ “ectoplasma” con lenzuolo etico che è la “Volontà popolare.” Il processo è appena iniziato, ma già se ne scorgono gli obiettivi: Un Parlamento svuotato del potere legislativo che passa, attraverso la scellerata introduzione del “Referendum propositivo” in salsa grillina, nelle mani del “Popolo Sovrano” a cui spetterebbe l’ultima parola su TUTTE LE LEGGI votale dagli attuali organi legislativi. Una cosa demenziale, nata nella mente panciuta del più vieto populismo. Insomma il passaggio da una Democrazia della Rappresentanza a una Democrazia dell’Ignoranza.

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