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Giu
30

Voglia di Mario di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Già sabato notte, dopo i due “ siluri” del super Ballottelli alla Germania, si era capito che ne sarebbe potuto derivare un grande sostegno all’altro super Mario, quello di palazzo Chigi alle prese con un confronto forse ancora più difficile. Monti non ha sciupato l’occasione propizia e già nella conferenza stampa dell’alba, traspariva una sobria ma evidente soddisfazione che i cronisti non riuscivano a distinguere a sufficienza quanto dovuta all’impresa dell’Italia a Varsavia e quanto ai progressi nella trattativa di Bruxelles. Non sono mancati momenti difficili con il rischio addirittura di un generale rinvio per l’impossibilità di conciliare singole posizioni condivisibili in quanto tali da tutti ma che provocavano un blocco generale nel momento in cui bisognava coordinarle e racchiuderle in un disegno unitario, capace di dare risposta all’immediato e alle prospettive future.
Su questo terreno si è svolta l’azione più autorevole del nostro presidente del Consiglio, lungo un ragionamento che non ha mai ignorato le preoccupazioni tedesche rispetto allo stato di crisi presente ma con altrettanta energia ha posto sul tappeto le misure per l’occupazione e la ripresa e quindi la prospettiva politica futura dell’unione economica e monetaria. L’Italia è stata davvero protagonista e ha potuto esserlo perché in questi mesi il governo Monti, pur tra tante incomprensioni e scelte difficili e impopolari, ha mostrato che l’Italia intendeva fare da sola la propria parte ammaestrata anche dalla tragedia della Grecia e dai più recenti problemi della Spagna che, non a caso insieme alla Francia, ha sostenuto costantemente l’azione del nostro presidente del Consiglio. Adesso Mario Monti si godrà a Kiev la finale con la Spagna, accanto al presidente spagnolo Rajoy con l’assenza di Angela Merkel, che ha dovuto limitare i suoi entusiasmi calcistici alla vittoria contro la Grecia.
A Kiev sarà decisivo l’altro Mario, quello incorniciato dalle televisioni e dai giornali di tutto il mondo mentre abbraccia la madre adottiva, una donna bresciana di Concesio a cui ha dedicato i due goal. Toni romantici ed eccessi di patriottismo rischiano di avere il sopravvento, ma le migliaia di ragazzi che invadono le strade con il tricolore e gridando Italia sono pur sempre una bella sorpresa di fronte a tanta retorica di segno contrario circa la morte dell’idea di patria. Dovrebbe valere però non solo per la festa e le grandi occasioni, ma, come ricorda il bravo e saggio Prandelli, anche nei giorni feriali. Intorno ai valori dello sport, della patria e dell’Europa si potranno meglio formare le nostre giovani generazioni tanto più se le elezioni o le raccomandazioni non si limiteranno alle parole e alla facile retorica ma saranno testimoniate dai risultati e dai comportamenti concreti.

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