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Apr
05

Vogliamo farci del male? di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Ma con questa storia dei dieci saggi stiamo o non stiamo perdendo tempo? Matteo Renzi, il “rottamatore” fiorentino, dice di sì; il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, onorato e onorabile galantuomo napoletano e il segretario pd Pierluigi Bersani, tosto “smacchiatore” piacentino, dicono invece di no. Siamo d’accordo con gli ultimi due: non stiamo perdendo tempo. La mossa dei saggi è servita non a perdere ma a prendere tempo.

Il tempo necessario, innanzi tutto, per approdare in mare relativamente tranquillo all’elezione del nuovo inquilino del Colle. Il quale – oltre alla consueta moral suasion – avrà nella manica un asso che oggi Napolitano, in pieno semestre bianco, non ha più: lo scioglimento delle Camere. Sarà interessante e crediamo anche divertente vedere quanti neo eletti al Palazzo saranno pronti a correre felici e sorridenti in albergo a rifare in fretta e furia le valigie appena disfatte e lasciare la Città Eterna per tornarsene là da dove sono venuti, senza la minima certezza di avere il biglietto di ritorno. Per molti di loro l’arrivederci Roma potrebbe trasformarsi in un addio Roma.

Questi pochi giorni che ci separano dall’elezione del nuovo presidente della Repubblica potrebbero poi servire anche a mettere la “pulce nell’orecchio” negli eletti a 5 Stelle. Forse fin qui anche troppo corteggiati da Bersani e dai suoi. Ma tra i quali – a giudicare dagli ultimissimi blog, twitter e compagnia – comincia a diffondersi il seme del dubbio, se non proprio della rivolta. Hai visto mai che esca allo scoperto uno Spartacus capace di mettere insieme un piccolo esercito di grillini-gladiatori che sfidino in Parlamento Beppe-imperatore e Casaleggio-Tigellino e consentano a Bersani di conquistare il Senato?

Ma se l’ipotetico Spartacus non dovesse farcela, cosa potrà succedere? Per evitare che il nuovo inquilino del Colle mandi tutti a casa, a Bersani – che ha pur sempre la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e quella relativa al Senato – non resterebbe che passare da un padre-padrone all’altro, ovvero a un accordo con l’altro partito padronal-personale (il primogenito in materia) presente nel nostro panorama politico, quello di proprietà del plurindagato, pluricondannato e plurisputtanato (specialmente oltre confine) cavalier Silvio Berlusconi. Stando a commenti e sondaggi, buona parte del gruppo dirigente del Pd e grandissima parte dell’elettorato non glielo perdonerebbero mai.

E allora? Torniamo a votare? Occhio: vigente il Porcellum, potrebbe far tornare il Cavaliere più bello e più forte che pria. Il che sarebbe una specie di suicidio di massa di tutto il popolo (elettori grillini compresi) che non vede l’ora di cambiare davvero la politica di questo paese. Ma noi italiani, è ormai sperimentato, siamo specialisti nel farci del male.

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