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Gen
07

« XVI legislatura italica l’apoteosi del fallimento dell’etica politica »

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na premessa storica è d’obbligo : “La XVI Legislatura della Repubblica Italiana è iniziata il 29 aprile 2008 ed è stata sciolta dal Presidente della Repubblica il 22 dicembre 2012, a seguito delle dimissioni del Governo Monti, spianando la strada alle elezioni politiche del 2013. Il 29 aprile 2008 si è tenuta la riunione della prima seduta della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, come composti in seguito alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, determinate dallo scioglimento delle Camere avvenuto il 6 febbraio 2008.
È la prima legislatura del dopoguerra in cui non è presente né alla Camera né al Senato una rappresentanza comunista o socialista, per il mancato raggiungimento del quorum previsto dalla legge elettorale del 2005”.[Fonte Wikipedia] risorsa politica
Adesso, siamo in piena “guerra senza quartiere”, in quella che si dovrebbe definire campagna elettorale ; basta vedere le varie emittenti radioTV sparse sul suolo italico, e cercare col lanternino qualche giornale che non ne parli, ah no uno se ne salva : “la Settimana Enigmistica”.
Vista l’insipienza e sotto sotto il comodo partitico, la legge elettorale è restata la famosa porcata calderoliana ; ci hanno regalato un teatrino di guitti per far vedere che la cambiavano, ma come al solito se si toccano gli interessi della Casta niente cambia.
Vedendo adesso, i trascorsi di questa XVI legislatura, credo che sia stata quella più raffazzonata ed includente della storia repubblicana ; la summa del potere politico fine a se stesso, con la pavidità di fare delle riforme serie e non annacquate da interessi partitici o di lobby.
Tra la parentesi berlusconiana e quella montiana, possiamo ricordare solo lo sfacelo dell’uno e il tassazione selvaggia ai soliti noti dell’altro ; il ridicolo internazionale ribaltato in una veste sobria, ma il paese è rimasto senza crescita e senza lavoro, solo tagli su tutto ed aumenti su tutto.
Ovviamente non si sono tagliate le poltrone della casta, nemmeno un eurino dalle loro prebende, le provincie e le altre società municipalizzate restate immuni per conservare gli orticelli ove pascolare trombati, famigli e quant’altro.
Ma il bello di questa storia politica è che alle elezioni sono fiorite liste, movimenti e quant’altro, per accaparrarsi un posto al sole, basta poco per avere qualche poltrona vendendo il suo quorum al miglior offerente.
Nascono vecchie e nuove alleanze partitiche, i soliti brontosauri riciclati, il televenditore patonzesco in piena diarrea mediatica, il centro sinistra con la sinistra non ha trovato ancora la quadra, mentre la Lega ha trovato il sistema per spillare al meglio la sua eventuale alleanza.
Degli altri cespuglietti, s’odono qualche segno di presenza qua e là, giusto per far vedere che sono ancora in vita, anche se in coma profondo politico ; ma non disperano sono sempre pronti a saltare sul carro del vincitore.
Siamo solo a primi giorni dell’anno di questa pseudo campagna elettorale, ma quello che si fa notare è il becerismo del linguaggio e dei paragoni ; si passa da quelli sottili e forbiti a quelli più beceri da cammalli ; credendo che gridando di più riescano a vendere la loro fuffa preelettorale ; ben sapendo che poi sarà ben difficile che mantengano i punti delle loro agende, agendine e calepini.

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