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Mag
18

Ancora una volta l’Italia piange i suoi figli …



Si parla di missione di “pace” e d’esportazione di democrazia, in un paese che da secoli vive in perenne stato di guerra, con le loro varie tribù e clan autofinanziandosi con quell’oceano di droga che esportano in tutto il mondo.
Tentarono in epoche diverse tanto i soldati di sua maestà britannica, quanto i soldati di madre Russia, e furono cocenti sconfitte in un bagno di sangue ; il popolo afgano nella sua fierezza voleva solo essere se stesso e vivere nelle sue tradizioni ancestrali.
Dopo la follia dell’11 settembre 2001, gli Usa con i suoi alleati e l’approvazione dell’ONU, ha scatenato un conflitto contro l’Afghanistan per combattere il terrorismo e riportare alla democrazia quel paese, ad oggi i caduti si contano a migliaia, questa coalizione a guida statunitense Enduring Freedom e dell’International Security Assistance Force è diventata solo “guerra”.
Le madri spartane dicevano : ‘Torna con questo scudo o sopra di esso’, ed oggi le madri, mogli e loro cari italiani piangono su quel feretro coperto dal tricolore, vite spezzate da un destino assurdo se si vogliono giustificare le morti per la pace. Ma non contenti di questo stillicidio di vite, si manderanno altri soldati sino ad arrivare a 4.000, grazie alle roboanti parole del ministro La Russa che ha detto durante La telefonata di Maurizio Belpietro, su Canale 5 : «i talebani non sono più forti in Afghanistan, ma certo per il governo Karzai e le forze internazionali la strada non è in discesa».
Quindi grazie alla politica disastrosa del precedente governo Bush “guerrafondaio”, adesso abbiamo un incremento di militari e vittime grazie ad un -nobel per la pace- il salvifico Obama, gli USA ormai sono il primo esportatore della cosi detta libertà, usando un vecchio motto italico : “ La nostra pace più sicura sarà all’ombra delle nostre spade ”.
Quanto ancora dovranno piangere gli italiani per questa assurdità ? ritirarsi giustamente oggi si direbbe fuga, ma allora non dovevamo impegolarci in questo ginepraio, sono comprensibili gli interessi Usa per l’Irak grazie ai suoi pozzi di petrolio, ma cosa gli interessa delle pietraie afgane ?
Forse le sterminate coltivazioni di papavero ? bastava distruggerle pianta per pianta e riconvertire le coltivazioni, dando un diverso lavoro quelle povere genti che sopravvivevano grazie ai mercanti di morte ; ma gli Usa hanno un concetto di democrazia che noi italiani, grazie alla nostra millenaria storia, ne abbiamo i valori fondamentali, loro sono rimasti ancora al vecchio spirito del West di mr. Colt la “peacemaker”.

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2 commenti

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  1. Max Miniati
    Max Miniati scrive:

    Argomento scottante risposta…scottante! Indipendentemente dalle responsabilità dell’11 Settembre, credo che le guerre facciano comodo un pò a tutti. E’ inutile nascondersi dietro a un dito. In Bosnia Erzegovina con la ricostruzione si sono fatti d’oro in parecchi. In medio oriente è un pò difficile capirne un giovamento, certo è che se tutti sono intorno all’osso, qualcosa c’è da mangiare. Ho visto le foto di Kabul negli anni 70, una realtà che nemmeno ci si può immaginare. Oggi sono tornati indietro 100 anni, ma questo non è un nostro problema. Nessuno produce una bomba completa, ma tutti costruiamo una parte di essa senza saperlo, ergo siamo tutti colpevoli. A me della democratizzazione dell’Afganistan non mi interessa più di tanto. Preferirei mandare a casa tutti gli arabi in eurabia che alzano la testa e sbraitano contro l’occidente. Dopodichè l’Afganistan rimarrebbe solo un territorio da attaccare giocando a Risiko…

  2. Avatar
    giorgio scrive:

    Condivido appieno il tuo post.

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