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Ott
07

Dalla rete si legge Facebook di Emilio Mola

dallarete01


I Decreti “Sicurezza” di Matteo Salvini da questa sera non esistono più.
Questi strumenti malati e perversi, creati sulla pelle di italiani e stranieri al solo scopo di aumentare il numero dei clandestini e quindi la percezione dell’insicurezza (da convertire poi in voti alla Lega), sono appena stati smantellati dal governo Conte.
Al loro posto: nuove regole che trattano l’immigrazione come un fenomeno umano da gestire, non come un complotto, uno strumento elettorale da sfruttare, per solleticare lo stomaco dei violenti e dei frustrati.
Di coloro a cui non interessa la risoluzione dei problemi (che i Decreti “sicurezza” alimentavano), ma solo godere della sofferenza gratuita altrui.
Le nuove regole non sono un liberi tutti, come Salvini da domani farneticherà.
Ma misure che hanno una loro logica, un senso e una proporzionalità. La cui ratio non è la vendetta contro le ONG, ma la regolamentazione dei soccorsi.
E che restano il frutto di un accordo politico fra due partiti che sull’immigrazione non hanno la stessa visione.
Spariscono così le multe milionarie alle ONG, così come la confisca delle navi.
Si assottigliano i tempi per la cittadinanza e si torna a rispettare la Costituzione, così come chiesto dal Quirinale, per la concessione dei permessi di soggiorno.
Per la protezione speciale non si terrà conto solo di chi fugge dalla tortura, ma anche da trattamenti inumani e degradanti.
E i termini obbligatori per il riconoscimento della cittadinanza italiana passano da 48 a 36 mesi.
Ripristinata anche la possibilità per i richiedenti protezione internazionale di iscriversi all’anagrafe comunale e di convertire il permesso di soggiorno in permesso di lavoro.
I condannati saranno i primi a essere rimpatriati.
Arriva anche la “norma Willy”, con un inasprimento delle pene per il reato di rissa e il Daspo dai locali pubblici per i violenti.

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