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Gen
20

Dalla rete si legge Facebook di Fabio Salamida

dallarete01


Valentina ha 19 anni, è una ragazza di origini cinesi cresciuta in Italia. Racconta su Facebook di aver conosciuto bene il razzismo, sin da quando era piccola, quando per strada le gridavano “mangiariso di mer*a” o “cinese”, come se “cinese” fosse un insulto.
Valentina vive in quel luogo sempre più problematico che è la provincia veneta, culla della degenerazione umana e culturale che sta attraversando il Paese. Oggi, mentre era sul treno che la riportava a Mestre, un gruppo di ragazzini ha iniziato a insultarla e a schernirla con frasi come: “prova a pronunciare la erre, tanto non riesci, incapace”, “mangiamer*a tornatene al tuo paese”, “succhiamelo putt*na che tanto ti piace farlo”. Prima di scendere a Padova per tornare in quel luogo disagiato che chiamano casa, quei ragazzini le hanno sputato addosso facendole il segno del dito medio.
Questa è l’Italia figlia del razzismo, un Paese sottosviluppato e analfabeta dove la peste dell’odio fomentata da chi sull’odio fonda il suo consenso politico, infetta anche le nuove generazioni. Un Paese dove basta avere dei lineamenti diversi o la pelle nera per essere discriminati e insultati. Un Paese che ogni giorno ci “regala” la sua dose di vergogna.

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