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Feb
14

Democrazia e antifascismo

max_sfondo firenze


Fa specie vedere un leader di un partito sbandierare ancora lo spauracchio dell’antifascismo che in realtà dovrebbe essere cessato nel 1948 con la nascita della Repubblica. Eppure dopo 70 anni ne parliamo ancora ed oggi, con non mai prima, si fanno anche delle manifestazioni (per fortuna con pochi individui) dove si inneggia all’antifascismo e nel contempo però si pensa bene di pestare un carabiniere, giusto per ribadire la non violenza. Chi però inneggia con forza contro questa ideologia si dimentica (e non studia la storia) che i fascismi o meglio le dittature nascono per due grandi motivi fondamentali: il primo è la sottomissione di popoli non “elevati” culturalmente ovvero facilmente manipolabili, soggiogabili e controllabili (anche purtroppo con la violenza), il secondo, quello più “prossimo” a noi, è l’eccesso di democrazia che sfocia in un disagio sociale, avendo distrutto le basi per un rapporto tra popolo, politica e istituzioni. Questa è oggi l’italia e questa è la conseguenza di questo stato di cose che non potrà altro che peggiorare. Gli antifascisti che ieri hanno picchiato il carabiniere hanno dimostrato che il loro antifascismo è in realtà un fascismo ancora più subdolo, addirittura privo di un sentimento comune che nasce proprio dal rispetto di quelle istituzioni che loro dicono di preservare. Tutti noi siamo “fascisti” o almeno lo si diventa quando le cose che capitano ad altri poi non capitano anche a noi. E’ insito nella natura umana e se nessuno tiene le redini di questa mandria il primo che si affaccerà sulla scena, garantendo un minimo di stabilità, diventerà un leader trasformandosi poi in dittatore, perlopiù osannato dalle folle. Se infatti sempre meno persone sono richiamate dalle sirene dell’antifascismo semplicemente è perchè oggi c’è la necessità di regole che sulla carta possono anche esistere ma che in realtà non sono attuate. Volete essere antifascisti? Iniziate con il far rispettare l’ordine e la disciplina, iniziate con ricreare i rapporti con la gente partendo dalla vostra famiglia, dagli asili e dalle scuole. Iniziate a predicare bene e razzolare bene. Caro segretario di partito che non hai mai fatto un giorno di lavoro e che hai studiato poco la storia, oggi la gente ha bisogno di certezze quelle che solo un leader forte saprà dare ad un popolo sempre più allo sbando. La storia ti insegna che per cambiare “casacca” agli italiani sono voluti circa 5 anni e oggi i tempi sono maturi. E se non sarà oggi sarà sicuramente un domani molto prossimo.

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