BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Mag
12

La grande gabola : il federalismo …



Ieri sera Ballarò, tra le tante cose si è parlato di federalismo, in particolare quello demaniale di cui stanno facendo il censimento che dovrebbe concludersi tra una decina di giorni, senza accennare minimamente che sulla crisi dell’euro e la possibilità di ridurre le tasse, almeno per i pensionati e lavoratori dipendenti, il grande spreco nazionale sono le province.
Un mostro polimorfo che fagocita infinite risorse alla comunità, il più smaccato esempio di clientelismo politico, una fabbrica di poltrone ed incarichi da distribuire con dovizia ai propri peones e supporters, enciclopedia delle lettere di raccomandazione d’ogni colore e/o partito.
La dichiarazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano : «Chi si trova a immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio», ha fatto sobbalzare il Bossi ed i suo fedelissimi, sempre affamati di potere e di farsi spazi per accrescere l’occupazione leghista nei vari gangli della società. Le velate minacce dell’europarlamentare della Lega Matteo Salvini : «Se l’Italia non diventa un paese federale la Padania non potrà che prendere in considerazione l’idea di andarsene. Nulla di male», come pure la dichiarazione dell’ europarlamentare Mario Borghezio : “La secessione è un’idea bellissima, coltivata e promossa anche dai migliori spiriti della Resistenza. Non solo, appartiene al diritto internazionale secondo il principio di autodeterminazione dei popoli ed è riconosciuta da tutte le Carte internazionali. Insomma, è un sogno bellissimo che nessuno potrà mai togliere a noi padani”, orbene meriterebbero come risposta il famoso pernacchio eduardiano da far risuonare per tutto il suolo italico.
Di contro, a questa gabola sapientemente orchestrata ed imposta ad un governo fantoccio succube delle mire leghiste, l’opposizione che fa? Un silenzio tombale giusto qualche afflato ; ed i sindacati sempre pronti a scendere in piazza ? questa volta sono uniti nell’indifferenza.
Ma ancor di più, le famose onde si sono scolorate dimostrando la loro vuotezza d’intenti, mentre il trombone al pesto sputa nel trogolo dove mangia, visto che l’Italia ed uno dei maiali d’Europa ; questa è la realtà dei fatti ad oggi.
Invece di perdere tempo a questa insulsa riforma federalista, ci sono problemi ben più urgenti da risolvere dall’economia al sociale, se l’Italia ne è uscita con i cerotti dalla crisi grazie al risparmio degli italiani, non è detto che si debba continuare a spendere e spandere perché si ritornerebbe all’antico “tassa e spendi” di prodiana memoria.
Togliere la centralità dello stato per ritornare all’Italia dei comuni, non è un salto nel buio, ma un vero e proprio ritorno al passato senza futuro, e per quelli che continuano a propinare questa gabola, un gentile omaggio da parte di tanti italiani.




Media 4.71 su 5
Share


5 commenti

No ping yet

  1. Avatar
    luciana scrive:

    MITICO !

  2. Avatar
    Julius da Roma scrive:

    Organizzo dei corsi serali.

  3. Avatar
    il passatore scrive:

    Troppo forte ci vorrebbe un auditorium perenne.

  4. Avatar
    Alessio scrive:

    Altro che pernacchie ci vorrebbe di più.

  5. Avatar
    Carmelo scrive:

    Splendido post che condivido tutto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*