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Set
07

Lo scrivere


L’ho sempre definito un’arte di chi è dotato a dare agli altri sensazioni ed interesse a leggere, il mio vezzo è solo quello di lasciare scritto, come in un diario, i mille pensieri diversi che scorrono nella vita di tutti i giorni. Non mi ci vedo a far poesie e nemmeno scrittore di libri, non ne sarei capace a tessere con gli scritti qualcosa tipo :
“Fredde mura, intrise del dolore di chi vi è vissuto, stillanti sofferenza……” genere poetico…;
“Era una giornata come altre, ma qualcosa s’approcciava al suo futuro, come nubi procellose di tempesta che avrebbe sconvolto il suo futuro “ genere libro…;
Rimango il disincantato spettatore d’eventi e ne traggo spunti, cercando di dargli una forma, una loro personale interpretazione, lasciando nelle pagine del diario una traccia per riflessioni e futura memoria.
Oggi al supporto cartaceo, reminiscenza arcaica ma tanto cara, si sopperisce con i nuovi mezzi e le mille possibilità ; dando modo di condividere con gli altri i tuoi pensieri, e di trovare dei confronti, aprire nuove finestre di dialogo e d’amicizia. E questo è forse il lato migliore di tutto ciò, in effetti la rapidità di contatto è enorme, come mi sottolinea una nuova cara amica, le vecchie lettere portate a cavallo con il corriere, menzionando la frase “Cito, cito, cito” non esistono più, sostituite dalle raccomandate o meglio dall’email. Il povero vecchio postino e la cassetta delle lettere stanno per essere desueti, qualcosa che si ricorderà nella storia, come i vecchi postiglioni o i pony express.
E viviamo questa nuova era, dove il pensiero stenta ad essere dietro all’azione.

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