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Gen
04

Perifrastica tremontiana


Siamo ancora in clima di vacanze natalizie, con la Befana a far d’ultima tappa e visto che cade di giovedì un bel ponte e se ne parla a lunedì ; ma intanto si sentono i “rumors” sul famoso decreto “Milleproroghe” che sta assumendo sempre più la facies di mille “fregature”.
Già si paventavano tagli nelle forme più variegate vedi a pioggia, lineari, a secchiate ect. , e i vari orfani di fondi già si mettevano sul piede di guerra per bussar di cassa ; ma non hanno fatto attenzione che ormai si sta raschiando il fondo del barile ed il bravo trementino è quasi alla canna del gas.
A far la voce grossa sono già quelli dell’editoria, che avevano razzolato già 100milioni, ma poi all’appello ne sono arrivati quasi la metà, mettendo in ambasce i settore che può ritrovarsi con la perdita di quasi 4mila posti lavoro.
Però viene spontanea una domanda ma quanti editori e testate resterebbero se non ci fossero i finanziamenti ? Solo dei plurimiliardarii potrebbero permettersi di avere il loro impero cartaceo facendo utili con la pubblicità, abbonamenti e vendita nell’edicole ; ma non ci credo proprio.
Ma questo è solo un punto dei vari tagli, ormai la coperta è troppo corta, e qualcuno resterà fuori a contare gli spiccioli, sempre sperando che gli arrivino, i tagli fatti nella pubblica amministrazione sono stati solo un palliativo ; giusto “fumus risparmatorio” per far vedere che facevano qualcosa.
Ma su tutto questo, restano dei punti oscuri della politica economica tremontiana , una serie di perché ai quali non sarà data mai risposta ; e cioè :
Perché non sono state abolite le Provincie,come previsto dal programma elettorale, riducendo i costi e migliorando le risorse.
Perché non sono stai ridotti drasticamente i finanziamenti ai partiti, una spesa abnorme basti pensare che solo il Pdl incassa 41 milioni di euro l’anno per cinque anni, se sommiamo tutti gli altri è una cifra da mezza finanziaria.
Perché, quella storia delle aziende del gioco, è andata a farsi benedire tanto la multa di 7milioni che la maxi sanzione di 98miliardi; visti i chiari di luna doveva stari sopra come un cane all’osso ; invece manco se ne parla.
Quello che è di certo, checché se ne dica, a tassazione è arrivata a livello borbonico, e l’andazzo ricorda tanto quello prodiano del “tassa e spendi” ; ormai siamo ad una circonlocuzione, un “giro di parole”, per dirla in chiare lettere siamo : “con le pezze al culo” ; salvo i soliti noti.
Come ha scritto Ernesto Galli della Loggia nell’editoriale del 30 dicembre scorso : “soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall’altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente”, questa è la realtà dei fatti di un economia fatiscente e di riforme dimenticate ; il risultato di una miopica gestione padronale che è stata d’incapace di dare quegli impulsi promessi e non mantenuti.

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2 commenti

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  1. Avatar
    giorgia scrive:

    Quanto c’è di vero in quella foto, ci stanno portando a quelle condizioni.

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    il passatore scrive:

    Quelli dei problemi della gente se ne fottono, pensano solo ai loro affari, ed il resto del paese va a ramengo.

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