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Nov
27

Stato vigliacco e latitante

03trombettieri


Finite le consultazioni elettorali (da un po) è tempo di bilanci dai quali possiamo trarre spunti interessanti. Perdonatemi se mentre scrivo mi vanterò un po, ma osservando la politica e gli italiani (e studiando la storia) riesco a prevedere quello che i miei connazionali pensano, ma non è detto che sia una buona cosa. Il primo dato che emerge su tutti è l’astensionismo alle urne. I dati parlano chiaro. Forza Italia, M5S e PD perdono consensi come acqua da un secchio bucato. Chi è andato a votare sono le solite pecore a sinistra (che voterebbero anche Gambadilegno) che ancora credono in non si sa che, e sono convinti come il loro leader Mat-teoria Renzi di aver ottenuto un buon risultato. Come lo fu per Giugno 2014 anche questa tornata vede Matteo Salvini salire in alto cavalcando quel malcontento che lo Stato vigliacco e latitante non riesce a vedere e che i fatti di Tor Sapienza, ma anche Milano, stanno iniziando a mostrare. La Lega (anche se spero vivamente di una modifica del nome) ha ripreso vigore da dove era partita con un surplus di un uomo che non è Bossi ma più furbo. Oggi se il centro destra deve trovare un leader deve rivolgersi a Salvini, e il suo diktat di non volere Giuda-Alfano ne è un chiaro esempio (gli elettori parlano chiaro). A meno di clamorosi volta faccia, Salvini guarda già alle presidenziali francesi del 2017 percorrendo a ritmi più serrati la strada che Marine Le Pen ha già fatto da qualche tempo. Purtroppo, conoscendo gli italiani, la rivolta passerà con l’impiccagione per i piedi di qualche disgraziato che magari non centra nulla, ma è così che siamo fatti noi. Come dice mio zio, tutti fascisti nel 38′ tutti “comunisti” nel 48′. Previsioni a breve termine non si possono fare, ma certo è che con un assestamento del centro destra e di un ritorno allo zoccolo duro della sinistra stanca delle promesse-non-mantenute di Renzi, nel 2015 forse potremmo andare a votare e legittimare un governo popolare latitante del Novembre 2011. Intanto però Confindustria ha già cambiato atteggiamento sul premier ed è passata da severa a moderatamente arrabbiata, facendo vedere che non gli frega un tubo di un governo stabile ma solo di persone malleabili…..

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